Sunday, October 07, 2012

Chi e' Pietro Campoli : lettera a Di Pietro



Russi 11-09-94
Caro Tonino,
mi  permetto di usare  questo tono familiare  perche',per tutto quello che hai fatto fino a questo momento e per tutto quello che farai in futuro coi  tuoi colleghi  del Pool,hai  dato la  Speranza a  persone come  me di tentare di avere,combattendo tutti insieme,una Italia piu' pulita e onesta in un futuro che spero non troppo lontano.
 Ti  distrurbo perche' e' da un po'  di tempo che volevo farti arrivare personalmente  un messaggio di ringraziamento per quello che stai facendo, assieme  ai tuoi colleghi,ma  non avevo trovato  mai l'occasione, travolto sia  dai miei problemi personali che dalle vicende pubbliche e sociali che coinvolgono tutti noi.
Quando pero'  ho sentito il 08-09-94 la  notizia della morte della tua mamma,  immediatamente ho deciso di venire al funerale e ho pure deciso di scriverti.
 Venire  a Montenero e' stato per me una necessita' impellente, era una esigenza che mi nasceva dal profondo dell'animo.     Sapevo che  per motivi di sicurezza tua, l'atmosfera esteriore durante il funerale non sarebbe stata quella che tu avresti desiderato e voluto.
 Capisco  e  hai  perfettamente  ragione  ad  infuriarti  quando  degli avvoltoi vogliono fotografarti in momenti come quelli che hai passato quel 8 di  settembre  per  far  su  un  po'  di  soldi  con  foto  ricercate  e profumatamente pagate da certa stampa.
 Sono certo  che avresti  desiderato quel  giorno essere  solamente coi tuoi familiari  e  pochi  amici  ad  accompagnare  tua  madre  nell'ultimo viaggio.
 Probabilmente per  questa giusta riservatezza  hai chiesto all'autista oppure ha deciso lui di fare  la  manovra  che  ha  fatto  quando  ti  sei allontanato dal Santuario,dopo la sepoltura della mamma.     
Quando sono arrivato dalla Romagna a Montenero alle 13:30 il paese era pressoche' deserto.
 La  zona del Santuario fino alle 15:00 era deserta e poiche' tirava un vento molto  forte e  fastidioso mi  sono rifugiato  all'interno e  fino a quando  non  sono  stato  mandato  via  dal  servizio  d'ordine,ho  potuto rileggere nel silenzio  della  chiesa  molto  semplice  e  scarna,  alcuni episodi della tua vita raccontati nel libro di Moncalvo.
 Da quando ho letto  quel libro  ho capito  perche' solo  un Magistrato come  Antonio Di Pietro,con le radici che hai avuto tu,avrebbe potuto fare quello come hai fatto per dare un contributo per salvare questo Paese.
 Quando leggevo  quel libro  2 anni  fa,ho provato emozioni fortissime, perche' mentre mentre leggevo quelle pagine,oltre che a ad conoscere fatti e vicende  della tua famiglia e  tue personali,rivivevo sensazioni vicende episodi della mia personale esperienza di vita.
 La vicenda  di tuo padre,  che per l'inganno  compiuto dal maresciallo dei CC,e' stato  mandato  al  fronte  in  Jugoslavia,  mi  ha  commosso  e coinvolto dal punto di visto emotivo in maniera particolare anche perche', pur   non  avendo  subito  personalmente  nella  mia  famiglia  situazioni analoghe,ho visto,e indirettamente subito,comportamenti simili da parte di pubblici ufficiali,e ho provato molta frustrazione e rabbia non disponendo dei mezzi e delle  possiblita'  di  denunciare  e  far  perseguire  simili comportamenti.
    Grazie  anche  al  tuo  lavoro  in  questo  Paese  molte  cose  stanno cambiando,ma molto  di deve fare per consegnare  agli uomini di domani una societa' migliore.
 Purtroppo  le situzioni negative sono ancora  molte e basta pensare al successo politico di  un personaggio  come Berlusconi,sodale  di Craxi,per capire quanto si  debba  lavorare  in  questo  Paese  per  diffondere  una mentalita' e uno spirito di giustizia, di legalita' e di solidarieta'.
    Purtroppo in questi 20-25 anni  intere  generazioni  di  ragazzi  sono state rovinate e bruciate  e  la  vicenda  del  Leoncavallo  e'  la  prova esplosiva  della incapacita' della classe  dirigente di trasmettere valori alle nuove generazioni.
    Il benessere economico che  dagli  anni  '70  ad  oggi  si  e'  andato diffondendo  sempre piu'  non e'  stato gestito  e controllato  in maniera intelligente, per  cui nella societa' intera si  e' diffuso un degrado dei valori che regolano la civile convivenza, attualmente in grave pericolo.
   I fenomeni di corruzione e concussione che tu stai combattendo sono, a mio modo di vedere,solo la punta  di  un  icesberg  molto  piu'  grande  e diffuso.
    Per  riparare ai danni che sono stati fatti in questi anni occorre si' colpire  e punire i reati della pubblica amministrazione e dei politici,ma anche trasmettere valori e principi sani ai giovani e ai non piu' giovani.
    Personalmente  sono molto  pessimista sull'evolversi  della situazione perche' se da un lato vi e' l'ottimo lavoro fatto da un numero sempre piu' vasto di  giudici contro la  illegalita' e la  ingiustizia, troppo diffusa nel  Paese,dall'altro lato si assiste al successo politico di un uomo come Berlusconi che solo in apparenza  e'  contrastato  dalla  quasi  totalita' della stampa e dal mondo politico  che  si  proclama  pulito  e  degno  di rispetto.
    Affermo questo perche'  da  quando,leggendo  il  libro  di  Ruggeri  e Guarino "Berlusconi  inchiesta  sul  signor  TV"  ho  saputo  della  falsa testimonianza  resa  dall'attuale  presidente  del  Consiglio  davanti  al Tribunale di Verona, non ho piu' pace.
    Personalmente mi  sono recato alla cancelleria  della Corte di Appello di  Venezia  e  sono  riuscito  ad  ottenere,dopo  domanda  e  lettera  di precisazione rivolta al  giudice  Stigliano,  copia  della  sentenza  n.97 n.215-89 Reg.   Gen.  in  cui si estingue il  reato di falsa testimonianza  per effetto  della amnistia  e si  afferma la  mancanza di  evidenza della prova di innocenza del Berlusconi in merito a questo reato penale.
    La conoscenza di  questa  notizia  ha  scatenato  in  me  un  processo irrefrenabile, soprattutto dopo avere verificato la censura a rendere nota alla pubblica  opinione questa  notizia da  parte della  grande stampa,dai mezzi radiotelevisivi pubblici e soprattutto dai partiti dell'opposizione.
    Dal 25-07-94,  dopo avere assistito al  tentativo di golpe giudiziario attuato  col decreto Biondi  dall'attuale governo, ho  inviato una lettera simile a  quella che ho spedito al  Dr.Borrelli alle massime cariche dello Stato,ai responsabili della informazione radio-televisiva pubblica,a tutti i capi-gruppo  parlamentari  della  falsa  opposizione  e  ai  giornali  e periodici di maggior diffusione che si fingono antiberlusconiani.
    Fino  a questo momento  c'e' stato solo  silenzio e ho  avuto una sola risposta ottenuta perche' richiesta,dalla  segretaria  di  Lamberto  Sechi direttore dell'Europeo.
    Il signor Sechi  non mi  ha voluto  parlare al  telefono e  tramite la segretaria mi  ha fatto sapere che aveva  letto,valutato la mia lettera ma che non riteneva opportuno pubblicarla.
    Il giorno 01-09-94  Indro  Montanelli, che  si  finge  oppositore  del   Berlusconi, ha addirittura  scritto  nella  Voce,nell'articolo  Delitto  e Castigo, che "Berlusconi non e' un uomo da avviso di garanzia,e tanto meno da manette.   ...   io so  poco dei  sui affari  privati.Ma non  credo che abbiano mai intaccato il codice penale."
    La falsa testimonianza resa ai giudici di Verona, evidentemente e' una creazione fantastica di Ruggeri e Guarino.
 Per fortuna lunedi' 12-09-94,nell'ambito del festival dell'Unita' alle ore 21   sul    
tema:   "Le   nuvole   sull'informazione"   vi  saranno D'Alema,Mauro,Mieli,Montanelli Pansa,Rocca e Mino Fucillo.
 Nessuno mi  potra' fermare e ognuno di  questi signori,che fino ad ora non  hanno   divulgato  alla  opinione  pubblica  la  notizia  della falsa testimonianza del Berlusconi,  dovra' dare  una giustificazione di  questa censura.
 Se  l'Italia fosse  un Paese  serio,come scriveva  Massimo Fini  in un numero  recente dell'Europeo, un signore come Berlusconi non avrebbe avuto neppure  l'opportunita' di candidarsi, perche'  gli sarebbe stata sbarrata la strada per motivi di decoro e decenza.
    Ho un po' di timore  per tutto  quello che  ho fatto  fino ad  ora per diffondere  questa notizia (allegato c'e l'elenco di tutte le persone alle quali  ho spedito una lettera su questo argomento) e per quello che dovro' fare  lunedi' sera,  ma sento  come mio  dovere irrinunciabile  chiedere a coloro che debbono informare la  pubblica  opinione  di  fare  il  proprio dovere.
    Termino la  lettera parlandoti  di me  per farti  conoscere un  po' il motivo per cui sono cosi' determinato e deciso.
Sono   laureato  in  ingegneria  elettronica  e  ho  fatto  gli  studi universitari a Bologna dal 1971 al 1978.
    Sono figlio di  una casalinga che  ha frequentato la  scuola fino alla IV'  elementare e di un  ex rigattiere e ex  autista della nettezza urbana del comune di Russi (RA).
    Provengo da una famiglia cattolica  e  anch'io  sono  cresciuto  nell' ambito della cultura cattolica avendo studiato per 7 anni nel Seminario di Faenza (RA).
    Fin  dall' eta' di 14-15 anni  mi sono interessato delle problematiche del sociale e  della politica, perche'  mio padre, pur  avendo una cultura limitata ,(licenza  elementare) ,  e' sempre  stato sensibile  ai problemi della politica e quindi ha trasmesso a me questo interessi.
    Negli  anni '50-'60 e  primi '70 mio  padre, pur aderendo  alla DC, si sentiva vicino ad una parte delle idee della sinistra.     Era uno di quelli che,  pur  essendo  democristiano,  dialogava  e  si confrontava sui problemi reali coi comunisti, nei limiti della sua cultura e delle sue possibilita'.
    Per  le sue idee e per la  sua disponibilita' al dialogo coi comunisti nella  sezione della  DC veniva  definito comunista  di sacrestia,  e piu' volte e' stato invitato  a  non  prendere  piu'  la  tessera  della  DC  e confluire nel PCI.
    Mio  padre  questo  non  lo  ha  fatto  perche'  riteneva  che  la  DC realizzasse in politica  gli ideali  del cristianesimo  a cui  lui credeva fermamente.
    Io,da  un certo momento,ho cercato di far capire a mio padre che la DC lo ingannava, che questo partito sfruttava la sua buona fede; a nulla sono servite le interminabili discussioni che  ho  fatto  con  lui  per  fargli capire  che gente come Zaccagnini,La  Pira,Dossetti, Gorrieri erano mosche bianche   nella   DC; la Dc che contava era rappresentata  da  Andreotti, Cossiga, Tambroni, Scelba, Gava, Pomicino  come ha dimostrato la cronaca politico-giudiziaria di questi ultimi anni.     Io  ho sempre  giustificato questo  atteggiamento di  mio padre  per i traumi che  ha subito nel '48  e negli anni successivi, a causa delle idee che professava e nelle quali credeva.  
 Nel  mondo del lavoro in cui lui doveva operare,vi era molta ignoranza e anche molta  intolleranza  per  chi  professava  una  fede  come  quella
cristiana.
    Nonostante  cio', e'  sempre stato  fedele a  questi principi  e nella educazione mia e di mia sorella insegnante, ha cercato di trasmettere quei valori a cui credeva fermamente.
    Facendo studiare mia sorella e me con molti sacrifici e rinunce, mi ha sempre detto che  voleva vederci  fare nella  vita quello  che lui  non ha potuto fare,  non per mancanza di volonta' ma  per la mancanza di  mezzi e di     strumenti culturali  necessari per  combattere certe  distorsioni e ingiustizie.
    Non ci  ha mai  inculcato una  mentalita' competitiva  e ci  ha sempre detto  che i talenti che  Iddio ci aveva dato  ,li dovevamo utilizzare per metterli al servizio dei piu' deboli e indifesi.
    Personalmente,pur  non frequentando piu' l'ambiente cattolico da ormai vent'anni, ritengo di attenermi,nel mio comportamento nel mondo del lavoro e del vivere  sociale ai  principi di  Cristo,  pur non seguendo le direttive della Chiesa ufficiale.
    Poiche' non voglio farti  perdere  altro  tempo, termino  qui  la  mia lettera  augurandoti di poter proseguire il  lavoro che stai facendo,molto bene,per il futuro democratico della nostra Italia.
    Scusa se  ti posso aver annoiato ma  sentivo il bisogno di comunicarti tutto cio' che ti ho  scritto,  perche'  sono  certo  che  nessuno  potra' piegare la tua  volonta' e  la tua  determinazione, ma  ritengo che  in un lavoro come quello che stai facendo,occorra sentirsi capiti e compresi per avere sempre piu'  la spinta  e la  decisione ad  andare avanti  anche nei momenti  di sconforto come quelli che avete subito voi del Pool nei giorni del decreto Biondi.
    Quel  brutto momento  e',per  ora,rientrato  a causa  della ribellione popolare,  ma a mio avviso,continuando il signor Berlusconi ad occupare la poltrona  di presidente del Consiglio c'e' da aspettarsi decreti simili se non peggiori.

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